C'è chi parla di accordo con le associazioni dei consumatori, chi dice che ogni passeggero deve dare il suo accordo come se non avesse delegato a trattare, l'associazione dei consumatori alla quale appartiene, non si parla dei clienti dell'Avv. Giulia Bongiorno; c'è insomma un po' di confusione.
La cosa certa è quella che Costa Crociere vuole chiudere al più presto i reclami "normali" (quelli in cui i passeggeri hanno sofferto la perdita del bagaglio ma non hanno subito lesioni fisiche). Ed è comprensibile. Perché prima si agisce in questi casi e più facilmente si ottiene il risultato di giungere a una transazione che, in qualche maniera, può soddisfare entrambe le parti.
Gli Armatori e il loro P & I Club (assicuratore di responsabilità nei confronti dei passeggeri) hanno però dimenticato un po' di cose. La prima che in Italia la giurisprudenza ha recepito da tempo il danno biologico e quello esistenziale, la seconda che tra i reclamanti c'è una certa Avv. Giulia Bongiorno che non sarà assolutamente facile convincere ad accettare un importo inadeguato.
Ma veniamo a quello che pensiamo noi.
Abbiamo visto tutti come sono andate le operazioni di salvataggio, le tempestiche, le modalità. Tutti abbiamo visto passeggeri aggrappati allo scafo della nave inclinata in quelle drammatiche immagini a raggi infrarossi riprese di notte. E' pertanto evidente che un passeggero messo su scialuppa di salvataggio calata in mare, seppur con qualche scossone e con qualche piccolo disservizio come quello che il timoniere si tuffava per raggiungere il suo posto, ma portato subito a terra, merita un trattamento economico che oseremmo classificare di tipo A (per A intendiamo il più basso) e che quantificheremmo ragionevolmente in meno di 11000 Euro (diciamo 7000 Euro, salvo aver perduto e poterlo dimostrare gioielli o altri indumenti di alto valore (come la pelliccia visto che si era in pieno Inverno).
Passiamo poi ai danneggiati di tipo B. Che a nostro avviso sono quelli che hanno subito un bagno fuori programma e che hanno dovuto nuotare da soli per giungere a terra. A questi 11000 Euro fanno un baffo. Ce ne vuole almeno il triplo. Perché non dimenticheranno mai l'accaduto. Sempre, nella loro esistenza di terraioli, considereranno quel tempo passato aggrappati alla pancia della nave e poi in acqua come una cosa impossibile da superare e visto che quel lasso di tempo non è durato pochi secondi, il danno biologico ed esistenziale che hanno ricevuto è molto grave, fermo restando che fisicamente si sono ripresi e non hanno riportato ferite.
Arrivano poi i danneggiati di tipo C. Che sono i passeggeri rimasti molte ore nelle viscere della nave. A quelli 100.000 Euro non bastano di certo. Ma saranno i loro avvocati a trattare.
Sotto il profilo legale noi pensiamo che la manovra fatta dal Comandante e tutto il resto delle operazioni evidenzino una colpa grave dell'Armatore per le sue responsabilità nello scegliere e nel vigilare e riteniamo pertanto che il così definito "error in navigation" sia inapplicabile alla fattispecie. Si sa che la colpa grave fa saltare i limiti di responsabilità.
Per questi motivi, raccomandiamo ai danneggiati di aggregarsi al gruppo dell'Avv. Giulia Bongiorno che sa quello che fa. E farà ciò che deve!
Ligure





