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Home Attualità Banche, la loro serietà, le confidenze di un direttore di banca

Banche, la loro serietà, le confidenze di un direttore di banca

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Le banche, in generale e fatta salva l'eccezione che conferma la regola, non esercitano più, da tempo il loro ruolo. Che era quello di finanziare le imprese, di concedere mutui e prestiti personali, quello insomma di procurare il denanro a chi ne aveva bisogno, non lo aveva, ma contava di poterlo rendere in un certo periodo di tempo.

Intendiamoci le banche chiedevano garanzie soprattutto quando si trattava di acquisto di immobili. Nel contratto di mutuo era infatti prevista una clausola secondo la quale la banca, in caso di mancato pagamento del mutuo, o di una parte di esso, poteva esercitare la garanzia ipotecaria sull'immobile oggetto del mutuo. Cosa che viene fatta tuttora e mette l'istituto di credito al riparo da truffe o da insolvenze potendo esercitare l'ipoteca sull'immobile di cui ha finanziato l'acquisto.

C'erano però banche che finanziavano imprenditori dopo averne esaminato il progetto. Era una pratica abbastanza diffusa. Anche in questo caso la banca chiedeva una garanzia ma talvolta faceva eccezione se il progetto era particolarmente attraente. Così un giovane imprenditore magari poteva realizzare un sogno coltivato da tempo.

Ora le banche prestano malvolentieri i soldi, preferiscono depositarli nelle casse della Bce, prendono meno interessi ma i soldi sono più sicuri. Sopperiscono ai guadagni che facevano prima con molti servizi di gestione di strumenti finanziari. Dove fanno da meri passa carte ma dove anche persone con normale professionalità possono agire, costando meno di quei professionisti che invece gli istituti bancari  formavano anni fa.

Quanto a serietà le banche hanno quella del mercato. Nel momento in cui "vendono" un investimento seguono di norma le direttive della direzione, gli operatori al banco non possiedono certamente, salvo qualche rara eccezione, la competenza per individuare un buon investimento, non tanto perché siano asini in materia, ma per le troppe variabili dell'attuale equazione di mercato. Allora le direzioni affidano a studiosi del settore il compito di individuare scelte meno rischiose ed ecco che il bancario consiglia conseguentemente l'investitore,

Circola una storia dalle nostre parti. Un contadino, cervello fino, investiva parecchi soldi. Quando usciva dalla banca l'impiegata con la quale aveva parlato faceva lo stesso investimento e, ovviamente, lo consigliava ad altri.

Per quanto riguarda il capitale disponibile nelle filiali, non c'è mai quello che uno chiede. Anzi le filiali non possono tenere più di 50000 Euro in cassaforte all'apertura della banca. Se poi hanno una giornata buona questi soldi possono diventare molti di più ma se hanno una giornata grama alla fine possono ritrovarsi con 10000 Euro in cassa o anche meno. Questo spiega il perché le banche non sono mai pronte ad esaudire richieste di contante che vadano oltre un certo limite. Anche se le istruzioni della direzione sono quelle di dare il meno possibile ai richiedenti di contanti. Cosa che adesso si sposa anche con le misure del Governo adottate per eliminare (o quantomeno combattere) l'evasione. Ma se uno chiede alla sua banca diecimila Euro non è quasi mai un evasore fiscale ma semplicemente una persona che ha bisogno di contanti. Ad esempio per pagare un'automobile che con assegno bisogna oggi aspettare l'avvenuto incasso. Anche se si tratta di circolare. E ovviamente con tanto di fattura. L'evasore, lo sanno tutti, non tiene soldi nelle banche nostrane.

Un'altra cosa interessante è che quasi tutte le banche si basano su un'economia virtuale fluttuante. Che significa che non hanno quasi mai la liquidità per coprire una massiccia richiesta di contanti da parte dei correntisti o dei titolari di libretti bancari nominativi. Men che meno avrebbero la possibilità teorica di liquidare e chiudere tutti i conti. Hanno invece documenti che confermano l'esistenza di contratti e diritto al credito, possiedono immobili, e ovviamente sono tenuti a pagare soldi da altri vincoli contrattuali.

Queste non sono balle, sono il frutto di una vita di lavoro, passata a trattare con le banche dalle quali ogni tanto si ottengono anche interessanti confidenze. Specie se si stabilisce un buon rapporto umano con il loro direttore.

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